*Senza titolo*

Suona quattro mura.

È la mia sveglia che urla le sei di mattina.

Intontita scivolo e spengo

col solito pensiero fisso,

la solita dolcezza stritolata dalla paura,

la forza nella debolezza.

Faccio colazione, mi vesto e preparo:

cuffie in testa, sbadigli e capelli arruffati.

Come dita, mi punzecchi nei pensieri più profondi

suscitando non conto più quante emozioni.

Ora sono pronta:

esco di casa,

sento i tuoi occhi!

Non ci sono a guardarmi

ma li sento addosso e ovunque

poi d’improvviso

schiena dritta,

sguardo fiero

e me ne accorgo:

sto pensando alla tua ragazza,

a quanto la detesto pur non conoscendola davvero,

a come mi sorride falsa e,

soprattutto,

a come appena mi vedete,

tu di spalle mi eviti

mentre lei ti abbraccia squadrandomi

e mostrando i denti…

Sono qui,

l’ansia ormai è un’abitudine.

Mi chiedo se verrai

e se non mi starai vicino la solitudine

sarà la mia unica amica nonostante tutti.

Pensando a niente, solo a te

Ovvero tutto, banalmente

Paradossalmente..

Ironicamente mi diverte!

Tremendamente..

E tra me e me penso

Che se la vita non avesse un senso

Saresti tu, nonostante il peso,

A darmi quel senso di unico ed immenso.

~stelle adolescenti

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