Seguiresti il vento con me?

Amo avventure e occhi grandi.

Voglia di fare, vedere, di vivere!

Portami in un posticino speciale.

Vorrei portarti in così tanti posti…

che non so se lo sai! Ne ho visti.

Se staremo fermi io correrò fuori

aspettandomi che tu mi voglia seguire

per prendermi mentre mi faccio desiderare

E anche per me con te non sarà troppo facile.

Ci saranno sempre novità:

se vuoi stare con un tornado il vento è la condizione.

E ti mostrerò di che colore è il mio modo di vedere il mondo!

Vedrai di che stoffa sono fatta se mi mostrerai i tuoi tessuti per primo,

viaggeremo sia sui passi che sulle labbra,

sia con la musica che sui nostri pensieri…

Sarai le mie foto preferite

…se solo amerai questa mia energia…

mostrandomi la tua a tua volta,

un po’ alla volta come coi libri, come trucchi di magia.

-poetessa con una crisi di identità🌺

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D’inverno

Non so cosa sia ma ha appena rallentato.

Anche il tempo pare ora andare più piano.

E Sta cadendo ancora la neve.

Avrei voluto tanto fermare il tempo,

percorrendola sola passo a passo…

O lanciare ancora una battaglia contro di te!

Col sorriso di sfida ed il suolo ghiacciato…

E la tua musica è il silenzio:

mi ricordi che il cuore batte

perché così lo si sente meglio.

È ancora bianco ovunque e mi travolge,

in mente tornano i desideri d’amore,

Si intrufolano fin dentro le costole.

Ed è tutto così luminoso…

Ogni cosa è bianca e sembra di potercisi perdere immersi:

emana una calma a cui non posso evitare di sorridere,

come se l’avessi vista ogni anno la prima volta…

E torna sempre.

Fiocco a fiocco sui miei capelli sottili ed arruffati,

sulle fibre delle sciarpe di acrilico e quelle in lana,

sulla giacca impermeabile o l’ombrello…

E le scarpe scivolano se tenti di aumentare il ritmo!

Ghiaccia la frenesia, scioglie le preoccupazioni.

Durerà poche ore o comunque pochi giorni…

Tu però stacca:

tornerai ai tuoi conti ma ora fa’ con calma,

goditi la magia.

Se cadrai ti pentirai di non aver rallentato prima!

~poetessa nera❄️

Reale

Guardavo fuori come dispersa nel limbo tra conscio ed inconscio,

come se avessi perso ogni emozione in un bicchiere troppo pieno d’altro per ritrovarmici immersa, in quella mia confusione.

E ad un tratto, ne ho visto il riflesso sulle vetrine che la deformavano nella sua rapidità;

quelle finestre erano specchi pronti a dimostrarmi di non cavalcare una nave fantasma.

Mi faceva sentire al sicuro,

in quell’attimo in cui mi pareva, quasi, d’essere lo spettro delle mie insicurezze passate.

Perché gli specchi riflettono solo ciò che è reale!

E lì ho capito di esserlo anche in quell’istante, stretta nell’abbraccio della cintura,

quando il panorama già scolpito scorrendo mi ha portata a quel portale vitreo

in cui ancora vedo la mia immagine sfrecciare alla medesima rapidità…

Stringo ancora tra le dita la foto di quel sentiero tra negozi e lembi di mente.

~Poetessa Nera🌪

27 gennaio- 2018

Molti non sanno magari che é un giorno importante: il giorno della memoria…

#pernondimenticare

Con che metro si misura una vita?

Siamo testimoni del mondo che verrà,

siamo la parola del passato,

gli occhi dei presenti che cambieranno

e stanno già cambiando.

Siamo la parola del passato

e non dobbiamo smettere di parlarne

o diventerà il nostro futuro

finché non saremo passati anche noi

come gli anni, le foglie in inverno,

un fiammifero spento prima di accendere quella candela.

Non è solo la morte di migliaia di persone senza volto:

una massa di cadaveri che non sono altro che il tatuaggio di un numero progressivo…

senza più capelli,

scarpe,

persone amate,

desideri,

dignità,

senza la propria anima,

senza i passi di una vita….

Con loro, nel ghiaccio, morì la voce,

lì abbandonarono i sogni,

il cuore vuoto come lo stomaco,

i colori degli occhi trasformati,

ingrigiti dal fumo dei crematori,

le anime fredde come i corpi senza vita che abitavano le loro vicinanze,

la paura dalla testa ai piedi,

in ogni angolo interiore, in ogni ferita…

Senza alcun tipo di speranza.

Dimenticandosi di essere umani

perché trattati come non lo fossero mai stati

e consapevoli

di poter morire ogni istante di più o del tutto.

Non era permesso loro di scrivere

perché scrivere salva la lucidità della ragione,

soddisfa il bisogno di esternare

ma nei lager si doveva soffrire,

si doveva morire,

si doveva sopportare in silenzio

e rischiare tutto.

Non c’era spazio per la stanchezza:

chi è stanco è debolee chi è debole muore.

Ci furono troppi morti

ma tuttavia vi dicessi quanti non capireste

i numeri non toccano mai: non hanno voce né volto.

Penso che sia proprio per questo che li trasformarono in numeri:

freddi e vuoti…

Perché i numerinon interessano che ai matematici.

Dissero di volere una razza perfetta:

corpi forti, sani, belli…

Il contenuto non conta

perché la perfezione é non essere diversi,

perché la perfezione è essere tutti uguali!

Questi concetti potrebbero non suonarvi nuovi del tutto….

e l’uomo torturava, affamavae uccideva ogni giorno:

terminato il proprio turno, tornava alle proprie faccende

e alla propria famiglia.

Era uomo il carnefice, come sono uomo io, come lo siete voi

eppure c’è chi è arrivato a tanto…

Come ha potuto qualcuno arrivare a ciò?,

mettendo a tacere la propria coscienza come nulla fosse..

Ditemi se è umano anche solo lontanamente pensarci:

fantasticare su un mondo perfetto

ma non perfetto di morale, di ideali…

Perfetto nei singoli individui,

una perfezione macchiata di sangue e orrori

irraggiungibile.

La perfezione non esiste e non esisterà mai

Mettetevi il cuore in pace.

Per ognuno di noi la perfezione è un traguardo diverso

ma non possiamo lasciare che venga ucciso chiunque possieda una caratteristica che a qualcun altro non piace…

perché sulla terra non resterebbe altro che polvere

e allora sì che il mondo sarebbe perfetto!

perché nessuno potrebbe più lamentarsene!

~poetessa nera

Dal libro ai pensieri

“Una guerra che dura cento anni attraverso la vita di tre o quattro generazioni. Nessuno di quelli che la cominciarono ne vide la fine e molti di quelli che la conclusero non ricordavano perché e quando era iniziata.”

“Essa scoppiò come una guerra feudale, con i vassalli che si radunavano intorno al re con i loro cavalieri, armati di ferro dalla testa ai piedi, e terminò come una guerra moderna, con le formidabili schiere di arcieri armati di archi lunghi e balestre e un esercito formato da mercenari provenienti da Svizzera, Germania, Italia.”

Così narra il mio libro di storia…

Penso che guerra sia evoluzione,

Perché pone obbiettivi da raggiungere in un qualche modo con più urgenza che per altre ambizioni.

In un periodo in cui per alcuni è inevitabile essere coinvolti in battaglia da forze superiori, chi non preferirebbe trovare subito un modo per poter uccidere prima di essere ucciso?

La guerra significa essere astuti scaltri, ingegnosi, rapidi e mai banali e prevedibili

Guerra ha significato invenzioni che l’uomo mai si sarebbe sognato di inventare per altre ragioni, ha significato armi sempre più letali e distruttive fino a spingere l’uomo a spaventarsi da solo, spingendolo oltre ogni limite a congratularsi con le proprie mani.

È un opera magnifica che allo stesso tempo riempie il cuore di terrore e fa chiudere gli occhi per non vedere gli orrori di cui il passato è ricoperto come lo sarà il futuro oltre che al presente.

Guerra è morte e in natura tutte le evoluzioni avvengono tramite selezione, la guerra altro non è che un’accelerazione.

Io personalmente ne sono terrorizzata, non lo nascondo, lo siamo più o meno tutti e non sono certa che valga la pena di pagare il prezzo della guerra per arrivare a ulteriori scoperte… eppure vorrei poter affermare che siamo arrivati a sapere abbastanza del mondo per non dover rischiare oltre ma a decidere vita morte e miracoli della gente non è chi davvero pensa, non è la ragione a scegliere ma l’interesse della parte più sporca di noi, e chi decide di farla esplodere non gioca affatto pulito, anzi….

ma arriveremo ad un punto del gioco tale da esserci spinti così in avanti da non poter più guardare indietro, perché non esisteranno più un passato, un futuro o un presente per cui accontentarsi.

Ci spingiamo poco a poco al limite del tempo, stiamo andando in contro alla rovina ma è inevitabile…

Magari il big bang stesso era un’arma, una gomma…

Arriveremo finalmente in un’epoca di pace: io non ci sarò così come voi e le generazioni future a venire… nessuno deciderà per nessun altro e della storia non resterà nessun ricordo perché non ci sarà più niente e nessuno a ricordarla…

Niente più arte, cultura, sport, giochi, architetti, scienza, astronomia, gastronomia, niente di niente

Eppure sarà pace

Come?

Sarà pace perché nessuno sarà lì a rovinarla…

E il mondo, lo spazio, i sistemi, le stelle… tutto andrà avanti senza di noi a ricordare che non siamo mai stati indispensabili, tutto ricomincerà da capo e come si dice che ogni tre generazione una distrugge il patrimonio di famiglia, nel mondo ci sarà una generazione che prima o poi distruggerà un patrimonio così grande da permettere ancora una volta di riscrivere da capo l’intera storia cambiandone i fatti ma mai abbastanza da non permettere che si ripeta ancora e poi ancora… e ancora di nuovo….

-poetessa nera

(Foto scattata in Toscana- Torre del lago, vicino a viareggio)