Su ogni cosa

La pioggia è ciò che picchietta su ogni cosa ripulendola: prende a schiaffetti infastidendo sulle gote
come lo strofinarsi di una spugna abrasiva sulle braccia;
trasformando le foglie in tamburelli ed i fiori in cacciaspiriti,
il tuono in eco ed il lampo in spaccamento del cielo, crepa su di un lago ghiacciato che riversa ora -liquidi- i sogni su ogni cosa.
Come lacrime sul cuscino dell’infanzia,
come gocce sul fondo di un bicchiere
e come uno schiaffo che non sembra più reale
ma solo -ormai- metaforico.

~stelle adolescenti

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navigando sulla buonanotte

Mi sono ritrovata lì, a navigare a bordo di una nave senza conoscerne precisamente la rotta, senza farmi domande e solo sapendo che dovevo continuare sulla via.
Non ero sola sulla arpeggiante nave: era tutto il gruppo in festa, respirava aria di compleanno
anche io avrei augurato il meglio al capitano ma lei, la piccola Vittoria non mi dava indicazioni,
dispiaciuta della maggioranza atea
non sapendo se fosse a conoscenza della mia stessa scelta…
La festa è subito iniziata, era un pranzo tra bambini e familiari,
ricordo i segnaposti sulla tavola e tra di essi un nome non mi era affatto nuovo: ho aspettato sperando non fosse chi credevo…
ma con sollievo ho visto un bimbo! Uno di poche parole e più piccolo, non lo avevo mai visto…
se ne stava per le sue senza far intendere né bene né male.
Io giravo per la nave senza una meta,
osservavo ciò che accadeva o veniva detto, li vedevo sorridere e giocare a nascondino e ce l’hai.
La festeggiata faceva invece un modellino di barca insieme a quelli della breve tavolata:
era una bella barca, le osservavo collaborare lei, Amanda e Fra con matita e righello disegnandola.
Poi se ne sono andate a giocare e io ho continuato l’opera: non mi sembrava avere un senso l’albero maestro,
orizzontale e come trascinato per mare,
io l’ho innalzato a forza di gomma e mina:
disegnando nell’aria in tridimensionale il progetto sul percorso della mia vita.

~stelle adolescenti⛵

Coraggio.
dicevi che ti mancava coraggio… certo… ma il coraggio di fare ciò che hai fatto non ti è poi mancato.
avevo paura, l’ho dovuto trovare io il coraggio.. e così ho fatto!

qualcosa si è fermato lì ma il resto il coraggio l’ha trovato… ed eccomi qua.

-stelle adolescenti…

San Lorenzo

Briga si insidia tra le trecce in musica

tramite gli auricolari scassati.

Il cielo è scuro rosato, neve fuori e fuoco dentro.

Prato bianco ed io sul pavimento.

Le luci illuminano i balconi, le note di poesia

illuminano dallo schermo i miei lineamenti.

Le tende mi circondano, la penna è avvolta da un qualcosa di magico…

Capodanno sembra troppo lontano, le stelle non si vedono

ma mi appaiono chiare dalla memoria

mi basta uno sguardo… 🙂

Adolescenza.

A quanti poveracci ho detto di no…

scorre il testo e lo dimentico… o forse no?

Contare non conta se si conta chi non conta.

“Sono un enigma”. Oh… vi prego!! Lasciatemelo credere!

“Sono fredda”. Eh? Devi aver totalmente sbagliato persona.

Voglio travolgere, esser travolta,

coinvolgere, ignorare la folla!!

Hei ragazza, amare non si ferma!

non insistere, non te la prendere… amare non è solo dolcezza.

Tempo, sapere ciò che si sta facendo.

A te associo i miei ricordi del mare:

tutto ciò che è meraviglioso lo si prova al mare,

tutto ciò che è fantastico non lo si può dimenticare.

Non mi davi tutte le giuste emozioni, eppure basta chiudere gli occhi:

un libro, qualche gabbiano a stonare..

Io facevo la brillante e tu quello che non sa di cosa parlare.

Conchiglie, le onde tra le caviglie,

la sabbia che scotta e gli stessi granelli insinuarsi tra le dita,

nel costume e in quel maledettissimo bacio.

E a San Lorenzo fuoco amico in una notte cadente:

le luci cadevano sulle nostre teste…

Mai ho visto sogni così grandi scivolare in un cielo così buio.

Col fruscio delle onde, il resto in silenzio…

a due passi dalla città viva…

E sei di mattina! Alle sei di mattina ero sveglia,

pianto la sera prima…

Scrivevo di te ad un libro che mai mi avrebbe ascoltata,

consolata, stretta tra le sue pagine ammalianti.

Mi svegliavo attraversando la pineta, come quel primo giorno.

La luce nel mio sguardo dovevi vederla…

emozioni in borsa, spiaggia libera vuota,

tranquilla.

Ho nostalgia di quell’aria, quel profumo,

il gusto di sale sulle labbra, sulle mani,

i nodi ai capelli mossi e gli occhi rossi, stanchi,

Il blu, i nostri disegni… e le scritte sulla riva della spiaggia.

Il sole d’estate col suo bruciore sulla pelle

senza crema per orgoglio, come numeri primi…

la sabbia, così presto, ancora fredda e io che montavo il telo,

ascoltavo la musica rincorrendo i gabbiani

coi bastoncini a punzecchiarmi i piedi insistenti.

Costruisco, giorno dopo giorno, i miei ricordi come un puzzle

e non ti accuso, io mi accusavo!

M’accusavo di aver sbagliato e non me ne vergogno né mi vergognavo.

Umano.

Farsi amare è essere percorsi da un brivido come le onde sulla spina

e delle dita frugano in ogni angolo ruvide.

Tu però lasciami qui! Su questo pavimento impolverato.

Non mi scrivere, io scrivo ma la nostra storia non avrà un siquel.

Ciò che non deve continuare finisce.

E inutile è tentare, così lasciami qui… nella mia pace,

tra queste onde…

Solo le dita che approvo hanno anche solo il permesso di sfiorarmi, osservarmi…

Vandali o inaffidabili, bugiardi, fidanzati…

Pare che molti mi amino mentre io non c’è qualcosa che possa fare:

Ti dedico il mondo!

Ma siamo solo ragazzi e tutto passerà, mi abbandonerò

e tu pure, resterai un ricordo..

Così come tutto il resto, così come questo stropicciato foglio.

Lasciami sola, passeggiare sotto alla pioggia e le gocce di memoria.

Raccontami se ha un senso questa lacrima…

Leggerò libri che raffineranno la mia anima

e miglioreranno inconsapevolmente la tecnica…

Non sarà più narrazione perché la paura di dimenticare si sarà placata:

Impossibile scordare.

Ogni volta dal balcone vedo le luci della città:

ne resto incantata.

Mi ricordano che c’è sempre chi brilla nel buio.

Ho smesso di uscire con molti, ho tagliato troppi ponti.

Ricordo solo sotto le stelle di San Lorenzo,

tutto il resto ha perso e perderà di peso nel tempo.

~STELLE ADOLESCENTI

2 Luglio 2017

Ali di farfalla che volano su profumi blu,
la lavanda pungente di cui mi tingi tu.
A volte non farei altra mossa che una corsa! lontano, via..
e se per caso ti chiedessi mai di stringermi di più mi tireresti a te per sentire più rapido il “tu-ttum”
ed il respiro sul tuo collo come vento tra i fili di prato,
dei capelli il solletico sulle gote
e degli occhi il peso dello sguardo.
Se anche io solo ti chiedessi di avvicinarti di più già so che sai come non lo chiederei che lo faresti tu..
e me ne tirerei indietro per non vederti più.
Se per caso ti dicessi che il tuo cuore mi spaventa?
Si, perché il mio batte, umano e forte ma debole,

dolce e silenziosamente fragile.

Mi spinge a correre, così imponendo a forza di logica.
Ti daresti ogni colpa immaginabile
solo per le cause che crederesti tu, alle mie non pensi mai invece…
Senso di essere la causa, sensi di colpa che causano la nausea, mal di testa per cose non successe, pensieri non fatti.
Pausa.
Mi riprendo ma mi prendi
rialzandomi come se fossi caduta,
come se ne avessi bisogno!
Un fosso di poesia
e tu azzeri la caduta.
Paracadute, para i colpi,
mi difendi dai fantasmi in cui non credo, e mai l’ho fatto o lo farò…

salto

e se mi perdi non mi perdi, perché
come un fiore vola ancorato a terra,

dente di leone,

una nuvola non cade mai
ed il pennello scivola su tela ancora in quest’istante!
Dipingendo nulla prima del presente.

Come rime suonano con Tedua,
incantesimi:

ragnatela.

E sprofondo,
fondo, sciolgo
come neve,
cioccolato bianco che non vuole bagnare il suolo,
pioggia di primavera che bagna il sole…
anche solo con le parole, se mi sento sola

e non lo sono,

ma se lo sento con te il sonno è più lento
e lenta sono io se penso.

Mi perdo.

Prendo il mio tempo perso e lo difendo come se lo avessi già ritrovato.

Cado addormentata tra le braccia delle mie colpe,
e se capita di sognare proprio te,
sognare è sia aspro che nauseabondamente dolce.

-stelle adolescenti🦋

Stella o cuore

Un giorno insieme alla sua firma mi chiese…

“Stella o cuore?”

Tutto mi portava a scegliere le stelle

ma le labbra hanno lasciato sussurrare il cuore.

Ancora una volta..

Quel cuore stilizzato ogni tanto ancora lo vedo

e mi si accende un sorriso immenso.

Ma non sono più le labbra a sorridere sai?

Lo fanno i ricordi, gli stessi che hanno fissato le stelle

cadere portandosi giù anche il cielo a forza di strattoni!

Ma non il cuore… Il cuore sorride facilmente ma non al tuo ricordo:

al tuo ricordo si è imposto indifferente.

…E la prossima volta mi disegneranno stelle.

Disegnerò, disegneremo stelle!

Stelle fantasma che luccicheranno nella memoria.

-la vostra poetessa💫