Tuberosa, iperico, buvardia e tanaceto

Un sorso amaro dopo l’altro mi avveleno del tuo respiro

Come col fumo, come col caffè senza zucchero.

Un nodo alla gola soffoca la pelle e diventi ossigeno

per le farfalle dello stomaco, per gli occhi che ti ospitano.

Ti vedo ma voglio sentirti: forte e chiaro sussurrarmi il tuo spirito.

Tra la gente, con la musica forte come a carnevale:

forte da filtrare nel petto e rimbalzare scomposta su cuore e costole,

forte come la vita, forte come un sorriso, come me e te,

come un palloncino d’elio stretto, con infinita prudenza in un polso che non vuole perdere.

Balliamo sulle svolte dei suoni, sulle note dei cuori:

voglio le tue mani sulle mie curve, ondeggiante mare.

voglio che tu taccia davanti alle tue promesse:

se non le riveli ti ascolterai meglio, resteranno scolpite come i desideri al compleanno.

Prima o poi ti conoscerò: resta il mio desiderio inespresso,

resta nascosto qui dietro, con me, in silenzio

mentre aspetto il “libera tutti” e attendo la rottura del tempo.

~stelle adolescenti

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La luna copriva la siepe

Caspita, da qui vedo le luci delle città… E come tremolano!

Ma perché tremolano?

Sono infreddolite dall’indifferenza? Fino a lì arriva il tuo sguardo?

Sono forse i sogni dei cittadini a scalpitare.. o per caso gli incubi a tremare?

Ma guarda! Non ti sembra il riflesso del sole mentre si specchia sul lago?

Guarda come luccica! Sembrano uno stato d’animo.

Vedi anche tu che la luna è sparita o sono solo io ad essere cieca? E se sono cieca? E se non sono cieca invece? Dimmi che non mi mentirai…. ma non se sarà anche questa una bugia… oh… diamine! Anche l’affermare che sia verità potrebbe essere una falsa.

Il ruscello scorre forte e piano, continuo a sperare che non provochi un’inondazione.

Le lucciole non ci sono ma l’aria non è invernale ed é gradevole.

Hei! Caspita… Che belle le luci delle città! Però… tremano sempre. Come le stelle,

fortuna che non brillano di luce riflessa!

altrimenti t’immagini quanti specchi rotti e superstiziosi arrabbiati?

Fortuna che c’è chi li aggiusta i cocci… dicono sempre: “non si aggiusta mica da solo!” … pensare che con le persone funziona esattamente al contrario…

Cioè, intendo, chi rompe paga e chi è rotto… chi ha perso qualche pezzo deve solo ricomporsi. Come un puzzle. Funziona così, come è giusto che sia.

E la luna che fine ha fatto? Avrei giurato fosse qui un attimo fa.

Pazienza tornerà, tornano sempre tutti trascinandosi per terra, piangendoti sulle spalle… per ricoprirti di melma rivangando il passato.

I buchi del passato non si chiudono mai, come quelli delle ciambelle,

sta a te mangiare la ciambella: costruire una porta sul buco e scegliere di non aprirla mai più.

La luna era lì, sarà lì anche domani… potrò solo scegliere se guardarla o no e fidati: se scopro che non si è solo spostata e che tornerà anche domani con una pala per sfondare il luchetto della porta, io la ignorerò fino a farle dubitare della sua esistenza.

Il ruscello non lo sento più però acqua o no io so che tutto scorre… e se non scorrerà oggi scorrerà alle prime due gocce di pioggia.

Mi mancano le lucciole sai?

Il loro saltellare nell’aria… “un attimo prima illumino qua”, “un attimo dopo illumino là!”, mi manca cercare di afferrarle come fossero briciole di stella. Scommetto che anche loro tremolano se le osservi meglio, magari vanno così di fretta per quello.

L’aria è gradevole e mi ricorda l’estate, col cielo che cade come vetro a lastre.

Sul profumo sono titubante: un po’ primavera e un po’ vento misto lenzuola e biancherie stese.

È sempre tutto lo stesso, ma senza luna il cielo si fa limpido, sempre più trasparente si rivela meglio. Tanto che se chiudi gli occhi ancora puoi vederlo.

Solo se guardi al buio puoi veder le stelle.

Ora é tutto evidente. Basta mirare a lungo per veder più chiaro, “oltre la siepe”.

~stelle adolescenti

chi perde il volo vaga

…E allora vai ad urlare cosa pensi di me!
Raccontate a tutti il disgusto del mio nome!
Non farti più vedere, odio le bugie, non mentire neanche per errore.
Ora vai! Menti anche su di me!
Parla peggio che vuoi, peggio che puoi, credendo di tradirmi.
Pateticamente…
Ma rovinando solo te, in qualunque modo tu la voglia mettere.
Ci si cerca ma mai allo stesso momento:
cercavo, cercavo..
Non si trova mai cosa si stava cercando!
Io ho trovato me stessa:
la goccia giusta nel bicchiere mezzo pieno.
…Se vuoi rimanere comunque resta,
te lo concedo a metà:
un sottile filo separa ricordi e realtà,
già da mesi ormai e, meglio di chiunque altro, tu sai che saremo come acqua e fuoco, bianco e nero, male e buono… magari ai tuoi occhi cigno e anatroccolo, ma per sempre perché le lacrime non spengono un incendio: la tua debolezza non mi fará sentire più forte, solo più calma ed immersa nella mia vita.
Ora sono io a dettare regole:
prendi nota su pergamene e tegole
Non mi avevate, fino al bisogno, cercata…
Il tarassaco detta le leggi della favola:
“CHI PERDE IL VOLO VAGA”.

~stelle adolescenti

Sei tornato alla mente

Giocavamo alla stragrande.

Io in panchina ma eravamo in tante.

Un tocco caldo dalla memoria, gelato dal tempo che passa,

intatto il momento, nei miei occhi… un collegamento

imprevisto tra pensieri e ricordi.

“Vuoi darmi il cambio?”.

Sei tornato alla mente.

Come un pedone investito, un masso scolpito,

la rosa sul mio pianeta canta che ho vinto!

La fierezza mi sfiora dalle spalle al palmo della mano,

il mio controllo stretto stretto in pugno:

se non scosti gli occhi puoi notarlo.

Non chiedevo nulla allora, me lo leggevi in sguardo

come se fossi una lavagna scritta:

sei sempre stato il migliore a farlo,

non che fosse complicato…

Io: trasparente, come marea vitrea,

ma tu lo facevi, lo hai fatto:

ce l’hai sempre fatta, l’unico matto.

“Vuoi darmi il cambio?”

con la scusa del punteggio

ma che stanco non eri.

Un’opportunità stritolata tra le dita,

scivolata come sabbia.

La sensazione di impotenza:

pochi centimetri e l’avrei toccata.

Pochi secondi che fanno la differenza.

Pochi si fidano di chi prima sbaglia…

Se solo quell’idiota non fosse stato in mezzo…

credeva di salvarla… gliel’avrei fatta vedere.

Poco e mi avresti detto che sono grande,

battuto il cinque per sommarci… 23 come risultato,

un bacio solo immaginato;p

E anche oggi ho perso…

Nella partita con me stessa un disastro tira l’altro.

Come per i cioccolatini.

E a forza di sbagliare io mi estraneo

É il mio modo, a mio modo

per chiedere, lì in partita:

“ti prego, lasciami in campo”…

Sei tornato alla mente,

come…. quello che se anche non urlo poi mi sente.

Sei su sfondo nero, una stella iridescente:

non sei invisibile all’occhio, figuriamoci alla mente.

~stelle adolescenti

Cammino in sogno

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Ci sono le stelle stasera! Ed io me ne sto qui rinchiusa.
C’è un post-it, qui in alto, che mi sbraita di uscire:
<“non ti accade nulla di bello se non esci a cercartelo!!”>.
Come non lo sapessi… Eppure non l’ho levato.
Penso alle stelle ma me ne sto qui e lo guardo.
Penso all’aria di primavera e che non fa più freddo.
Ed intanto, ambe due, sono lì, mi fissano giù dall’alto.
E mi addormento credendomi a passeggio, qui sul mio cuscino
tra ogni sbaglio e cammino in sogno! Un sogno spento
ma sogno di rado, rido a stento…

~stelle adolescenti

Tornato alla mente

Giocavamo alla stragrande, io in panchina ma eravamo in tante.

Un tocco caldo dalla memoria, gelato dal tempo che passa.

Intatto il momento, nei miei occhi… un collegamento

imprevisto tra pensieri e ricordi.

“Vuoi darmi il cambio?”.

Sei tornato alla mente.

Come un pedone investito, un masso scolpito, la rosa sul mio pianeta canta che ho vinto!

La fierezza mi sfiora dalle spalle al palmo della mano,

il mio controllo stretto stretto in pugno:

se non scosti gli occhi puoi notarlo, puoi sentirlo.

Non chiedevo nulla allora, me lo leggevi in sguardo

come se fossi una lavagna scritta:

sei sempre stato il migliore a farlo, non che fosse complicato…

io, trasparente, come vitrea,

ma tu lo facevi, lo hai fatto: ce l’hai sempre fatta.

“Vuoi darmi il cambio?” con la scusa del punteggio

Non eri stanco e lo sapevo.

Un’opportunità stritolata tra le dita,

scivolata come sabbia.

La sensazione di impotenza

pochi centimetri e l’avrei toccata.

Pochi secondi che fanno la differenza.

Pochi si fidano di chi prima sbaglia…

Se solo quell’idiota non fosse stato in mezzo…

credeva di salvarla… gliel’avrei fatta vedere!

Poco e mi avrebbe detto che sono grande,

battuto il cinque per sommarci… 23 come risultato,

come finale un bacio

Ovviamente solo immaginato…

E anche oggi ho perso…

Nella partita con me stessa un disastro tira l’altro.

Come per i cioccolatini.

E a forza di sbagliare io mi estraneo

É il mio modo, a mio modo

per chiedere: “ti prego, lasciami in campo”…

…Sei tornato alla mente

come chi, se anche io non urlo, poi mi sente…

In partita forse ho perso

ma per te vincerò il resto…

Sei una stella adolescente,

per brillare insieme non è più poi così presto.

~stelle adolescenti

Il mio fascino

Ho il fascino di una maglia un po’ larga, il mascara a ingrandire lo sguardo,
il fascino di una gabbietta aperta,
di un’ acconciatura sempre diversa… la passione dei dettagli e delle foto scattate solo a piccole parti.
Ho il fascino delle labbra cucite, di chi ha gli occhi che ridono e di chi sorride
se resta senza parole di fronte all’amore.
Ho il fascino di preferir spendere il tempo tra i ragazzi, perchè ci parlo più facilmente… preoccupata di essere ignorata anche se non in silenzio tra ragazze per niente del mio genere.
Io ho il fascino di mille personalità e stili, lo stesso fascino di chi dà il massimo ma solo se gli va.
Ho il fascino di stupirmi ad ogni emozione pur di immortalarla in un ricordo tra i mille scatti
ed il fascino di chi splende nello sguardo, pronta per viaggiare pur restando in attesa.
Ho i pattini ai piedi, fili annodati alle dita, i capelli in disordine all’altezza delle spalle e in aspettativa continua…
la ribellione nel verde ed un piercing all’orecchio, il bon-ton in una camicietta … si ma sbottonata sul collo, mostrando il mio umore in un ciondolo.
Il futuro che mi attende a braccia aperte, il presente sotto al naso e il passato ingente alle spalle.
Sono una chitarra elettrica ed un pianoforte, ho il fascino di chi ama ascoltare la musica in auto d’estate al massimo volume, lo stesso di chi ha gli auricolari sdraiato su di un prato
per vedere le stelle cedere sotto la pressione del tempo e dello spazio immaginandosi quasi di sicuro in un bacio mano per la mano: il mio fascino è di mille stili, mille musiche differenti… e io non voglio scegliere un solo strumento

-stelle adolescenti