Temporale

La felicità che creeremo ci renderà liberi da ogni catena.

I lampi bucano l’aria,

sono le gocce di pioggia a scivolarmi sul volto.

Tento di tranquilizzarmi ma se chiudo gli occhi si alza il vento

Il cielo vuole immortalarci in uno scatto di polaroid

Esplode tutto fuori e dentro,

hai scambiato positivo, negativo i poli.

Sii positivo, pensa positivo, non scendere in negativo!

Guarda che arrivo, preparati.

~ parole come matite

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Incastro perfetto

Sotto alle lenti occhi grandi e dolci

di un cerbiatto con i segni dei suoi morsi.

Ingoio questo cocktail al gusto di cocco.

Baci al gusto di zucchero, baci al gusto di cola…

Che se ci penso fermi il mondo,

un mondo annodato in gola.

E se ti fermo mi stoppi contro un muro,

carezze lente e mi sussurri dolce un vaffanculo.

Che se poi mi stringi non voglio più andarmene.

Che se mi desideri non devi poi andartene.

Ce ne dicono ma non sappiamo che farcene!

Se pensano che questo noi sia strano

non vedono da vicino l’incastro di carattere.

~parole come matite

Dimmi se ti viene

Sei il più grande nano:

Grandepuffo sbarbato,

un trapper sgangiato,

sganciato dall’ancora

con una bussola in mare.

Rosa dei venti, avversi

al molo del porto sicuro,

inversi come i due poli

di magneti che s’attraggono:

Tu esSe ed io eNne

e siamo magnifici come vele.

dimmi cosa sono,

vedo solo ciò che avviene:

Adamo ed Eva insieme

a guardare, sfiorare mele,

aspettando serpi a farle cadere.

Il futuro io lo prendo come viene,

ci lancio uno sguardo

ma ci vedo corto per il tiro debole.

Tu dimmi solo veramente,

per davvero se ti viene

di amarmi nell’animo

come la filosofia ad Atene;

di amarmi come un fallo

che fa tirare in rete;

di amarmi come quando

un cieco per la prima volta poi ci vede.

~parole come matite

“Amerai il finale”

È tutto così grande che non puoi evitare di ignorare le più piccole cose,
è così veloce che ti investe in un attimo, sulle rotaie di un tram di Market Street: guardavi dalla direzione sbagliata…
ammetti di esserti spaventata? O per caso la musica non è mai colpevole ai tuoi occhi?
È tutto così forte che non puoi evitare di sorridere a chiunque,
così straordinario che in realtà non è merito del posto ma delle esperienze.
… E il primo volo? andata! io non ho mai paura
(in un attimo di superbia)
ma mi girava la testa a dirla tutta e precipitare sembrava un dolce cadere tra le braccia del sonno, senza pensare all’atterraggio, col vuoto al di sotto e
gli auricolari a risuonare forte sulle corde dell’umore…
Volando così alti che cadere non semprava nemmeno lontanamente possibile.
Essere davvero lì sembrava impossibile, come in un sogno troppo bello per cui ti ripeti che ti sveglierai tra pochissimo: e infatti poi ti svegli, ma non conta il tempo, conta il viaggio. Amerai il finale!

~parole come matite

Il glicine é qui

Il caldo e la sfida,

l’estate che è diva.

Mi fermo e ripenso

a ció che quasi tento

e al pelo ho perso.

Verde scuro addosso

e trecce cucite,

son sola a leggere

sotto un mare di glicine.

Che ricordi! I goal qui

in squadra, in campo:

corro anche se inciampo.

Suono di fiume,

profumo di prato.

Il casco mi spettina,

la mente la lavo.

Sono a sorridere qui

così nessuno mi sente.

Urlo il silenzio,

a rispondermi, il vento,

odora di uno screzio

cui non mi lamento.

Si mescola intorno

ogni molecola:

mi sento soffione,

mi sento ridicola;

scompare intorno

ogni mia briciola.

Dita incrociate

mentre sono alla guida.

Vago andando,

spreco benzina;

persa mi perdo:

al mercato bambina.

Cerco per me un gioco da tavolo:

il divertimento;

non chiedo a un cartello

strade di tram o di metro:

non chiedo a qualcuno

io come mi sento.

“Non tutti quelli che vagano

sono persi”

ma io vago

per prendermi per mano,

per vedere cieli tersi,

per perdermi con me stessa

senza confondermi coi persi,

che invece vogliono ritrovarsi:

loro non vagano per perdersi,

vagano solo e soltanto

perché han pessimi sensi

in fatto d’orientamento.

Io vago per trovare il glicine

vago

perché so dove potrei cercarne,

so che qualcuno, da solo,

non vuole ritrovarsi tra i gerani

sui balconi della gente,

ma, piuttosto,

in mezzo al glicine

ad odorarne il polline.

~parole come matite

Ciao lettori!

Finalmente ho aperto una pagina Instagram! così facendo ho scoperto che sotto al nome di poetessa nera non ero l’unica.

Per chi volesse seguirmi può trovarmi come “@parole_come_matite” . Continuerò a postare qui su WordPress ma se qualcuno ha l’account e vuole dare un’occhiata ne è libero:)

Buona giornata!

Io scrivo e tu fai freestyle

Si scoprirá tutto uscendo.

Ci si conoscerá, sí sempre meglio!

Ma sai? “complicazione”

é il mio secondo nome.

Sfide, abbracci,

due baci o schiaffi?

Se vuoi scoprirlo allora lo scoprirai.

Ho le farfalle nello stomaco

e tento di annegarle nel vuoto,

ma tu aspettami ho bisogno di tempo.

Stringimi un minuto, resta in silenzio,

corriamoci dietro, corriamo all’origine

del tempo, aspettiamo il suono di un lampo

di fulmine e la rottura del vetro.

Sotto la grandine ma insieme!

Musica e shuffle!

Non credevi ci saremmo incontrati,

non credevo ci saremmo baciati

ma un bacio sulla pelle ed uno sull’animo

contano più di ogni bacio su labbra e collo.

Sappi che se ti stringo davvero forte io non mollo.

Canto, rappi, scrivo, improvvisi

rido, ridi e giochiamo carte e sorrisi

sfide: giochi d’azzardo.

Forza gioca l’asso che di paura e difetti siamo intrisi:

direi che ne abbiamo! Siamo diversi: vuota il tavolo.

Siamo fantasmi fuori luogo, pesci usciti

dal lago, fuor d’acqua, fuori dall’aula.

Siamo saliti al prossimo livello: un gradino più su o solo mezzo?

Se ti vengo incontro ho vinto o perso?

Si scoprirá tutto uscendo.

Ci si conoscerá! Già! sempre meglio…

Io nel mentre ho paura di te perché io non ti spavento!

Sai che “complicazione”

é il mio secondo nome, vero?

Dimmi solo che con te non avrò perso.

Un gradino più su o solo mezzo?

Visto da qui é tutto immerso,

tutto immenso e non vedo nulla…

Mi avvicino per vederci meglio,

se mi avvicinerò ancora dimmi,

lí a tanto così dal tuo naso,

se con te sarà stato solo tempo perso,

sprecato: cuore sparso, infranto.

Se ti vengo incontro ho vinto o perso?

Da qui è sfuocato dal mare, immerso…

giurami che non sarà solo ciò che penso.

Giura.

Perché su di te potrei puntare troppo

e siamo ancora in tempo…

Oppure incontriamoci:

sulle mie guance c’è scritto “illumina ‘sto sogno spento”.

Il cielo è bello oggi, ma solo per noi,

se vuoi a spegnerlo ci pensiamo poi

ma ora resta a sentire cos’ho da dirti:

ho paura di te perchè non riesco a spaventarti,

dovrei chiederti allora cos’hai da dirmi

ma già hai detto che ti ripeteresti!

Allora dimmi se per te è più difficile

mandarmi a stendere o capirmi del resto,

perchè sto scegliendo di stupirmi:

scelgo di innamorarmi e non puoi salvarti.

Anche un cuore impenetrabile

ha un passaggio, segreto ma accessibile.

“splendore della terra” piantala che mi monti la testa.

“Aspettami, resta” in una chat condivisa,

dove le parole arrivano da sinistra e le scrivi a destra.

Hai prensente quando c’è qual quadra che non cosa? Ecco,

noi due siamo quel qualcosa che non vuol saperne di quadrare:

scriversi non rende il corso delle cose naturale.