viola

È durato solo un istante
dentro e fuori
un eterno attimo,
un infinito statico
come se il tempo fosse fermo
e la mente in soqquadro:

“Non ti odio per niente, non ti amo abbastanza. Ho provato a bloccare il tempo… Ho visto il mondo sgretolarsi,
la mia faccia contro un vetro e il treno non fermarsi”.

Pensieri sciolti in maremoto,
“mi manchi”, rossa in volto
ma non lo notavi.

Non mi leggevi nulla.

Non ci tenevi davvero.
sbaglio?

Non abbastanza.

Come dicevano che io non lo sarei mai stata.

La timidezza di chi scappa:

lilla,
una fredda codarda.
Quanto chi taglia la corda
dopo averla spezzata.

“Quando tornerò
ti stringerò come non ho mai fatto”:
lo avevo promesso e così ho fatto!

eri rosso, ero blu e temevo la sfumatura crescere tra le dita,
Terrore infondato: eri viola e volavamo ancora, sul filo di quei magici momenti…

ma il rosso non mi è mai appartenuto fino in fondo…

ti ho amato,

lo giuro, quanto una volta il lilla e il viola, come il cielo se si colora,

Tutto è cambiato…

Il silenzio si è bucato e cercavi di riempirlo anzichè gonfiarlo.

Non resiste per sempre qualcosa di guasto solo aggiustato, non esiste un per sempre se si sa già di avere il tempo contato.

Puoi riparare solo in superficie..

Mi hai toccato ma non nel profondo.

Mi avrai pur toccato ma con me chi mai è andato fino in fondo?

~parole come matite

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assurdità

era sera tarda,
io l’ho guardata e lei mi guardava
attonite sentito una sparatoia…
una sera d’estate o primavera
i mitra in lontananza, centro città
di questa così piccola città!!!
i boati delle bombe echeggiavano fino a qua…
“dobbiamo andarcene subito”
la voglia di fermare il tempo per i preparativi
il bisogno anche solo di una manciata di secondi
“alzati! dobbiamo andarcene!!”
mamma era al lavoro, fortunatamente non qua
“papà muoviti!!”
ho ancora chiara l’immagine…
di un condominio a poco da qua che salta in aria
pressato dal cielo scuro
osservato dalle tende del bagno
mentre sfuma nell’assurdità del sogno.

~parole come matite

Ortensie

Sono, siamo a terra ma sai non mi pento:

dubito di essere più affezionata a te che al ricordo stesso.

Più un’ancora penetra nella sabbia, più è difficile si liberi.

Non bisogna spingersi come un masso in salita:

più si sale più la caduta ferisce critica.

Salivamo insieme su quest’albero ma si è fermato un ingranaggio:

mancava una lancetta sotto al vetro, albero maestro spezzato.

Dovevo decidere se bendarti continuando o salvarci in immediato

sussurrandoti quanto continuare sarebbe stato pericoloso e sbagliato.

In quel breve lasso, giuro, ti ho amato e ora ti cerco fra le stelle sognando

il mio futuro mai più insieme nuovamente solitario.

Avevo un braccialetto alla caviglia prima di perderlo:

avevo desiderato funzionassimo legandomi quella stella al collo.

Dicevo di non voler perdere questo nostro gioco.

Ma ho perso. Il gioco, il filo, te e il noi che comportavamo.

In panchina con buona condotta e atteggiamento passivo.

Sta volta non ci chiameranno insieme in campo,

solo uno alla volta, uno per coppia: se vuoi tu entra,

io passo alla prossima barca a vela.

~parole come matite

“Aria”

Emozioni fugaci come il vento,
vita forte quanto una boccata d’aria dopo l’apnea,
forte come l’aria che spossa la roccia, che sposta, che spezza.
Per me amore sei come il vento: sei tu a cambiare il tempo soffiando sulle nuvole come su carta pesta.
Le onde smosse di carta crespa, io sono barca a vela sulla cresta.
Indossiamolo, circondiamoci di respiro, respiriamo a fondo e specchiamoci in tela.
Senz’aria anche il fuoco poi soffoca.
Le cose migliori sono quelle invisibili all’occhio, quelle da cercare con la mente e la memoria, a forza di filosofia, a pugni di logica.
Limpida, trasparente come l’aria,
voglio tutto il mare, le onde, la forza…
e voglio calma.
Si, calmami, cullami, respira i miei petali, amami ondeggiante oceano di cui siamo intrisi,
immersi totalmente nella vita, lì sul limite tra acqua e vento.
La stella polare slitta, la bussola gira, la rosa dei venti la faccio mia mentre aspetto di veder la via.
Canto ossigeno, la mia voce vola nell’aria,
io la immagino mentre la sento
e la soffio dipinta su carta.
Almeno tento.
Siamo aria, siamo vento.

~parole come matite