Perplessità

A me piace condividere i pensieri, i momenti, il silenzio anche!

A volte stavamo bene, altre mi sentivo persa in una vita che non è la mia, in una compagnia che sceglierei ma in modi da sorpassare…

A volte perfetto ed altre troppo diverso.

La separazione è sempre ladra di sorrisi, mi restano solo i ricordi ed i sogni, di notte, in cui mi immergo lo stesso ad occhi intrisi:

mi ricorda che siamo umani e che le emozioni ci fanno sentire vivi.

~parole come matite

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Abbandono

Decisa all’abbandono mi sono scaraventata in quell’istante per effetti immediati, di impulso colti.

Abbandonati dalla realtà, navigavamo in quei nostri sguardi tentando disperatamente di leggerceli,

poi i pensieri agitati erano ormai lontani e non uscivano più allo scoperto davanti ai tuoi cocci infranti.

Io giuro, volevo rifiutarli, ma mai ti vidi perso, in silenzio, in ascolto quanto in quel pezzo di cosmo…

divisi dal resto in un nostro mondo, ma non potevo tornare indietro, solo una era la direzione.

Odio invertire rotta ad una decisione presa, ormai in aria lanciata che sia o no la mira buona.

Per te posso sparire di vista, capirei la scelta: vana è l’attesa e siamo ormai vittime di un sistema.

~parole come matite

Grandine

Il vento si alza,
il cielo scatta fotografie senza colori.
Implode, esplode, comanda:
detta legge a suon di tuoni,
impetuosa voragine di emozioni,
vagabonda ascolto l’aria correre tra le fronde, nascondersi tra i passi e l’orizzonte,
mordermi la pelle e spezzare petali pieni di false promesse.
Nessuno si muove al sicuro tra le proprie quattro mura, io osservo spettrale il panorama,
a contatto con la realtà e in confronto diretto con me stessa.
Attendo la pioggia in schiocchettii carichi di ricordi, gocce di momenti, godo del fresco improvvisato di luglio pensando a quella notte di maggio…
Mi avevi colpito come il ghiaccio
quando scivolando batti a terra i gomiti o le ginocchia, perdi sensibilità ad ogni schianto.
Maggio… sembrava ieri quell’ultima sera di giugno quando tutto è cambiato…
tutto finito
o forse iniziato.
Ora le campane cantano un inno di distruzione, la mezzanotte è scoccata come la freccia scagliatasi sui nostri percorsi sulla via di una caccia sfrenata contro la fame.
Percorremmo la strada soli, sotto una notte di sogni, senza ombrello coi cappucci fradici e le mani non in tasca perchè reggevano i sospiri di cui esili erano possessori.
Ci appartenevano…
e ci apparterranno nei ricordi.
Voglio tempesta, vento!
Voglio grandine come quanto fa male non sognarsi senza mai essere intimi nell’animo.
Eravamo una storia ma si sa che i finali anticipati non danno ragioni di episodi futuri.

~parole come matite