Frizzicolante foresta

Il sole del mattino frizzicola nell’aria,
il gallo avrà cantato da molto
ma io non l’ho sentito e molti ancora dormiranno.
Sono nel bosco insieme ad un amico.
“Insieme ad un amico”…
I suoni di alberi e cicale si mescolano nel vento che sostiene le mie ali
ed io li sento crescere dentro.
Una dolce melodia (waves) canta per noi a basso volume onde sonoro-positive,
il profumo del muschio mi trasporta come fossi lince scalza sulla terra umida di una foresta,
i ciottoli complicano i passi ma non il cammino
ed i rovi stuzzicano i fiori da cui siamo circondati.
Il silenzio sembra magico composto d’ogni scalpitio eppure tu non cerchi altro che riempirlo credendoti druido…
Lasciami sola ma standomi accanto,
stringimi di più ma non toccarmi affatto!!
Sfiorami, piuttosto…
Travolgimi come un temporale.
Non starmi così attaccato ma
respiriamo il fiato di un battito.
Testiamo la sensibilità di ogni attimo.
Sono qui con questo amico, lo sto solo immaginando e quindi è qui con me;

corro, corro più forte, lince predatrice,

volo, volo più alta di quel macaone, osservo persa i fior da liso,

guardando dal precipiozio scivola dalla diga un gran sorriso

ed un petalo di cristallo graffia il viso…

urlo!

ruggisco!

timido giglio

mi svuoto!

rapisco!

sola, narciso…

resti?

…sparito?

capisco.

~parole come matite

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Non saltare più

 

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Due biglietti, una corsa,

il vuoto sotto i piedi e intorno,

ridendo è dolce giravolta.

Noi mille, è salto che ci lascia 

per cadere giù, verso l’alto!

Tra urli di lupi, nebbia e luci,

in sera fresca di grigliata,

le mani libere che intrecci

sciogliendo le espressioni, in 

un solo momento ti sento…

e smetto di stringere i denti.

Smetto di puntare i piedi.

Stretta tra le cinque dita…

di un solo brivido passeggero.

Svengo qui nel nulla totale,

mi lascio alle braccia del vento

sul panorama aggrovigliato.

Assurdo riscoprirti, giostra,

qui anche tu sotto la pioggia,

spezzata in cielo dal mio ombrello

giallo come il miele, giallo oro,

come te, blu, tra le tue stelle.

Abbandona questo palmo,

ti prego di non saltare più.

~parole come matite

19 giugno

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Il mondo mi si sgretola sotto un palmo

È ciò che sognavo?

Scappo.

Non faccio altro che fuggire agli amori sbagliati

…e mi chiedo solo se riusciranno mai a prendermi,

urlandomi il mio turno con un “ce l’hai”:

Il mio momento per amare davvero..

Ci riuscirei?

Scappo.

Non odio nessuno, mai rimpiango nel ricordo 

nè amo spesso: mai abbastanza a fondo.

…ma amare è istinto in fondo.

Scappo.

Corri Dafne! Gli Dei non ti piangeranno!

Saranno loro a toglierti ciò che non hai dato.

E finalmente sarai pura linfa d’albero 

altro che ninfa in baratro…

ma non disperare! potrai scegliere l’abito!

Meglio tiglio, nocciolo o pioppo bianco?

Annuncia se preferisci un altro! Rivelaci il tuo destino!

Scappo!

Non vi prego! Non vi necessito! Mi arrangio, insisto!

Non vi amo, io non vi desidero! Vi temo invece..

So consolarmi, non ho bisogno di aiuto!

So ben rialzarmi! 

Statemi lontano, mi invaghisco del mio animo.

Non mi avrete! Mai, ribadisco…. mai.

Scappo.

Vedi Dafne? 

La giustizia trova sempre spazio nell’equilibrio:

il giusto sta nel mezzo e la mediana sta tra gli estremi.

Rifiuta e ti sarà rifiutato, togli e ti sarà levato

con la forza di mille scontenti, 

per ogni sorriso sugli incidenti.

Raccoglierai in un cesto il seminato, 

ballerai sola su di un campo minato.

Scappo.

Arriverà il mio momento di rallentar ritmo

ma ora resto sotto questo cielo argenteo

chiedendomi cosa sia successo 

a quel bocciolo verde ed insignificante che ero…

E che ho spinto alla luce per incoraggio.

Forse questione di tempo.

Imparerò, dinamico petalo, a seguire a favore il mio vento.

“Ce l’hai!” 

Ha cambiato di nuovo mano…

Ora non mi resta che correre da chiunque stia giocando.

~parole come matite