1001 fantasie

Immersa trai miei sogni
e desideri inconsci
…in un prato di pagine e lenzuola
dove…
“Dimmi, è solo essere calamite?”
“no, non credo Ile”
“allora parliamone..”
Mille e uno fantasie..
Mi piacciono le tue labbra soffici,
la tua pelle è chiarissima
eppure scalda:
emani calore fin qui, già solo con lo sguardo, col pensiero…
Mi piacciono i capelli a cui tanto tieni.
Sempre stato un po’ narciso
ma fino a che punto potrai smentirmi,
piccolo principe?
Tu i fiori li cerchi intelligenti.
Ho indovinato?
Si vede da lontano sei uno sveglio,
ti conosco da tanto
eppure non per davvero…
Profumi di dita delicate,
partite a calcio, palestra e ragazzate…
Sussurri di stiracchi e silenzi sorridenti
avevi il fascino (ed ancora hai)
di chi è simpatico a tutti
seppur non estroverso,
senza mai esporsi o mai troppo.
Le braccia forti di chi sa stringere
e le mani grandi
di chi le usa per carezze
delle più dolci.
L’intelligenza di chi non cerca
approvazione altrui,
di chi non dice
se non deve proprio,
l’occhio di chi non trema mai
…se non forse per amore,
se non forse per orgoglio.

Narciso.

~ Parole come matite

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Favola

C’è un’alta torre…
rotta
a guardia un drago stanco
nel paese di molto, ma molto lontano,
la principessa rinchiusa
è ora libera d’evadere.
Cuffie in testa, cuore in tasca
non le serviranno chiavi
per tornare,
senza abiti da corte o seguito.
Di nascosto.
Conta sulle dita zero
motivi per restare,
dice addio
al bagno di cristallo
addio all’altare!!
Scalza
cammina nel bosco
che circonda il colle,
lei, un puledro e zaino in spalle.
Avventuriere senza mappe,
capitano senza bussola e stelle.
Le sue stelle son cadute
e alla vista delle comete
ha desiderato di cadere
giù da quella torre
per tornare a casa,
trai tetti,
oltre i barracuda e la palude,
attraverso deserti,
artide,
oceani ed antartide,
sul sentiero foreste d’alberi
storti,
per strada persone
di tutti i tipi e colori.
Un viaggio d’anni
per tornare a casa,
separata da tigli,
dietro quella torre d’infanzia.

~parole come matite

Parliamo d’autunno

Oggi, per la prima volta, avevo di nuovo freddo. Impossibile per me non pensare all’autunno guardando ancora una volta dalla mia ex finestra…
il sole, i merli che comunicano, i passerotti, i piccioni scacciati, le persone fuori a godere degli ultimi raggi di sole…
Tutto il quadretto è al completo
ed un corvo se ne sta appollaiato sulla ringhiera pronto a stonare tra le gazze.
Gli alberi cominciano a perder foglie, sembra che giochino a rotolare giù da una collina quando le sorprendi staccarsi lievi.
ne cadono quanto basta da non notarle quasi, tutti ossessionati dal pomeriggio soleggiato di oggi.
Io credo che stoni tutto questo sole, ogni stagione ha il suo carattere e sembra che le betulle ne siano infastidite, i liquidambar verdi sembrano bacche immature e attendo solo che il tempo cambi per vederle rosse, arancioni, gialle cadere.
Il sole non si dovrebbe più immischiare, sono nata con la pioggia di primavera
e aspetto solo il vento a farci tremare.

~ parole come matite

Goccia

.
.
.
.
Goccia.
.
.
.
Goccia..
.
.
Goccia…
.
Il bicchiere ormai fino all’orlo,
in gola più di un doppio nodo,
-attendi di capire o sbroccare.
Spiegatemi: ne sento il peso
fisico e non d’umore o mentale!
-Attendi di sboccare parole
su carta che non tacerà.
Testa pesante ed il collo rigido.

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Parole anonime tendono a iperbolare.
Descrivi il vero!
Ma a rileggerlo con sguardo da lettore inconsapevole
lo senti esagerare, ti senti leggera
altro che maledetta, altro che poeta…
ti sembri ridicola, sopravvalutata
o sottovalutata a volte.

Tu sei sempre allegra, carica!
Eppure ami scrivere anche di strazianti sensazioni passeggere.

~beh e quindi?

Non ci dedichi tutta l’esistenza!!
non sei la migliore! 《 … o non ancora…》
mai perfetta.

…ma di quel genere di perfezione che si pretende solo da se stessi
e non dagli altri,
quella perfezione che nessuno tranne me pretende da me,
quella perfezione che non saprei riconoscere
ma da cui so di essere sempre lontana.
《umana.》

Non sai cantare, mai stata ballerina,
amata da molti, odiata da pochi,
i di più però erano indifferenti!

Mai stata prima nella corsa
e 《stufa》ho corso ogni mattina
finchè non ha ceduto allo sforzo la caviglia destra,
non sei mai stata prima in niente.

Ero sempre ultima nella corsa,
oggi arrivo prima alla meta
《prima di prima, non prima prima》

Brava a disegnare ma senza mai sentirmi prima,
~perchè non hai fatto l’artistico?
《non ne varrebbe la pena》
brava a scuola, tra i bravi ma mai la migliore.
《Quando mai sono stata prima?
magari qualche volta alle elementari,
magari l’amica più gentile su cui contare,
magari brava coi consigli: semplice empatia.》

Numero dodici a pallavolo, imparo in fretta ma senza esser mai prima.
Mi affascinano i numeri primi, ne conosco la solitudine ma non l’essere prima,
fossi stata tredici magari… 《che scema.》

Amo la fotografia, così come altre mille piccole passioni effimere, infinite e delicate…
《Ma hey! Ile, non sei prima.》

Ho quasi sempre dato il meglio di me
anche anni fa:
ultima, col fiatone, resa ridicola agli occhi di chi eccelle
senza reggere il confronto.
Mai scelta per prima nelle squadre
Mai stata prima.

《prima di oggi.》

《Corri! sei seconda!》
Reggono l’impatto, le scarpe
《reggono l’impatto!!》
il fiato è meno lento, accellera il battito.
《Sarò prima.》
Prima o poi
a costo che si buchi il mio polmone preferito,
a costo che… 《che ne so?》 che i calzini si strappino?
A costo che le gocce di sudore cadano sull’asfalto formando un lago?

A costo di bruciare tempo.

~”Tu sei la migliore della classe con la poesia”
[ripassando parole già capite dietro a banchi]
《prima?》
“nah esageri…”
《lo dicesse un poeta, lo dicesse uno scrittore, lo dicesse qualcuno che stimo… Beh non che io non lo stimi ovviamente… Beh… Non che io cerchi approvazioni! Solo raccogliere pensieri, accogliere consigli, sensazioni.》
“prima”.
La giornata dell’eccellenza si avvicina…
ed il cuore mi si stringe:)
Sarò prima in qualcosa,
prima nella mia vita.
…”prima”.

~sento
《penso》
e poi scrivo…

~parole come matite

Lontano

Nido lontano,
due stanze che cambiano
come le stagioni
a ripetizione.
Sembra lontano
lo shock, il giorno, il nome.
Mare lontano:
lo sogno ogni notte
ci nuoto tra le serpi
io sogno la notte!
Cannibalismo:
incubi e facce
mi sveglio confusa
ma tiro un dado…
Tutto tace.
Giochi di ruolo:
che ruolo ho?
Mi lasciate in disparte
non centro, lo so.
Mi dispiace.
Aspetto solo il lunedì
in cui la mia tregua riparte
e riparto io.

~parole come matite

soli e radici

Escono i raggi
della vita perfetta:
ciò che sognavi
senza mai fretta
e gridi indipendenza,
t’organizzi al meglio
ad ogni cambio di stanza…
e gridi indifferenza!
può solo andare meglio:
sembra sempre abbastanza!
Girano i soli,
cambiano le radici…
si sta bene soli
alla faccia di chi non lo dice!

~parole come matite

L’espressione di chi capisce

Mascara, boccoli d’oro,
capelvenere sorriso,
Artigli d’argento, nata ad aprile
sotto la pioggia di vetro.

Hai la voce profonda
di chi parla a stento,
dolci labbra ed il
profumo del silenzio.

Canti le parole del buio,
sei luce nella confidenza
ma con serrate paure
in pupilla tacita di distacco.

Tocco lieve, lento umore
Sorniona in mondo soffice…
Vicina distante, schiena anima e corpo
siedi a lato d’un giardino

con un pizzico di stagioni,
profumi, umori dentro
lei, vagamente a te simile,
con le sue parole dipinte…

ed io mi sveglio e mi chiedo se
lo hai scelto quel prato o
se è lui ad aver scelto te.
Ma vi tendete mano senza giuramenti,

senza chiedere segreti,
ascoltare con l’espressione di chi capisce.
Vi rialzereste doveste cadere,
la compagnia vi rallegra e unisce,

impedendovi di perdervi troppo
per le vostre mura,
in un baccano festoso,
prima della fine del mondo.

Per te un distico, otto quartine.
Ti voglio bene, buon 8 aprile.

~parole come matite