Dove e chi? “Intenso”

Siamo stati al freddo,

io, te, noi e gli altri.

Ci si ripara al caldo:

muri bianchi, finestre

e pavimenti in laminato.

Ci si ripara in mondi diversi,

guardando la neve

cadere sul ghiaccio

o tra le carte di un nuovo

gioco in cui io non riesco

e le cioccolate calde!

che tutti amano tanto.

Ci si ritrova, chi attenti,

chi annoiati, seduti,

a sentir parlare di quale sia

il miglior legno.

Si scopre che non è solo uno

il miglior intreccio,

credendosi in passato

ci scopriamo passati

nel presente dell’attuale:

la cultura si tramanda

e veniva davvero da ascoltare.

Cesti, lacci, ponti…

Ci scoprivamo interessati

man mano, fil filo in un quel mantra

al gusto di ossigeno e paglia.

La montagna si sottovaluta

e l’ho scoperta intensa

da vivere, abitare

e l’ho fotografata,

rendendomi conto che solo

vivendola come stato d’animo

l’avrei descritta fino in fondo…

E sai come mi sentivo?

Mi sentivo con te, in te e di te.

Intensa come la tua napapjri blu,

diversa e intensa come te,

ed il profumo sulla maglia,

col naso posato sulla schiena

ed il respiro che salta

sospeso sulla funivia che sbanda.

Il luccichio del ghiaccio

sotto i lampioni e la luna,

ed il peso sullo stomaco

per cui ti ho fatto preoccupare…

È così che dovrebbe cominciare ogni amore:

lui che si spaventa

e lei che sdrammatizza.

Certe volte non è tanto il dove:

la comitiva ha la meglio sull’esperienza.

Dove e chi eravamo noi, però…

…ed era tutto semplicemente intenso.

~Parole come matite

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