Nonna. 16-09-18

Sono sciolta nel mio mondo,
ad un tratto mi carezza fronte e guancia
lei e la sua pelle screpolata.
Mi irrigidisco, penso
e vorei sparire..
la mia pelle e i miei pensieri
non si sfiorano!
e giochi a vedermi acida
mi dici “sadica, non vedi che hai intorno gente che ti ama?”
non lo dici ma te lo si legge in faccia
e non capisci che non si dimentica
e tu vorresti farla franca…
ma me ne andrò e sarò felice.
A volte la mia paranoia parla
e quando non lo fa tace
e almeno impara.

~Parole come matite

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Intrecci vecchi

svegliata alle 6 di mattina
ti chiesi se avevi da fare
incontrati sulla strada principale
ad una grande panchina in legno
su un verdeggiante dirupo,
mai esistito,
in bilico per farmi rimproverare…
“Facciamo un giro”
vaghiamo tra tratti di città mai visti,
mai esistiti;
giochiamo a pallavolo in un campo rubatoci,
senza fare squadra;
suoniamo un pianoforte triplo a strati di tasti,
che non esiste.
Sfioramoci, guardiamo un film, quello che vuoi ma non passeremo dalla camera…
non esiste.
Tornato a casa tua continuo la mia solitaria via,
in tuta metà viola e metà bianca…
incrocio la macchina, papà no, ma vedo mamma.
La città si complica come in montagna,
tra vicoli, viuzze, scalinate e curve
e mi affascina.

Professoressa, domani interroga?

Mi interrogherebbe sui miei intrecci? Quelli profondi, quelli interni,
ma anche esterni, caduci o eterni.
Intreccio un braccialetto e guardo al futuro contando ogni giorno.
Anche oggi cambio intrecci,
ti lancio un filo e vedo se lo afferri.

~Parole come matite

Luigina

In via Martiri una ragazzina
Di ottantadue anni
Allo specchio della camera
Contempla la bellezza
Ch’è stata in precedenza.

Via Martiri, ottantadue
e a Luigina brilla l’occhio vispo
Col tempo s’è fatta bella
d’animo e spirito, massaggia il viso
sorride senza più il riso.

Via Martiri, sorride senza riso:
lo spazzola tra le dita chicco a chicco.
Senza trucco, senza ciglia,
chiara di pelo e quasi calva
ma calda seppur sia stanco il petto.

Via martiri, accadono i miracoli.
Gote pallide e sbiaditi iridi
riflessi sono cromatici, vivi
nel ricordo di ciò che erano.
E vivono nello spirito delle foto.

Via martiti, tra figli e pronipoti
gli ottantadue si fan sentire
ma si trova pace attraverso
quello specchio, e si trovano
le lacrime nell’orgoglio.

Via martiri, luce bianca alla porta
sotto strati di orgoglio la ragazzina
l’ha incontrata ancora
Ritrovata all’incrocio
tra y e la retta y= log x.

~Parole come matite

30 marzo

Ritrovata l’amica trai bimbi sperduti,
nel più grande negozio di pupazzi
ch’io abbia mai sognato.
Ritrovata sui sentieri di tappeti rossi,
tra odori di nuovo e cesti dei giochi.
Trovata con stupore!
Nella leggerezza di miei abbracci soffocanti,
nel passato che ci univa piccole,
tra stanze di castelli e foreste del neolitico.
Una scala d’infanzia da cui scendere insieme,
senza accendere la giusta lampadina tra le tante,
scambiando interruttori e ritrovarci sotto all’aperto…
mi sono fermata sotto gli occhi di mia mamma,
tu hai proseguito, senza ritorno:
mi hai abbandonata in quel prato mentre ero distratta
e convinta che prima o poi saresti tornata.
Che ingenua…
Davanti a me c’è n albero grande,
un po’ magnolia o forse quercia,
dalle larghe fronde, dalle fredde soglie:
casa tonda dal pavimento di polvere,
circondata da pendenti da spogliare.
Una finestra unica, senza porte, senza stufa.
Verde da spostare rami e teli
per vederne il centro, come si fa con un nido.
“un nido”, non più i nostri.

~Parole come matite

Dove e chi? “Intenso”

Siamo stati al freddo,

io, te, noi e gli altri.

Ci si ripara al caldo:

muri bianchi, finestre

e pavimenti in laminato.

Ci si ripara in mondi diversi,

guardando la neve

cadere sul ghiaccio

o tra le carte di un nuovo

gioco in cui io non riesco

e le cioccolate calde!

che tutti amano tanto.

Ci si ritrova, chi attenti,

chi annoiati, seduti,

a sentir parlare di quale sia

il miglior legno.

Si scopre che non è solo uno

il miglior intreccio,

credendosi in passato

ci scopriamo passati

nel presente dell’attuale:

la cultura si tramanda

e veniva davvero da ascoltare.

Cesti, lacci, ponti…

Ci scoprivamo interessati

man mano, fil filo in un quel mantra

al gusto di ossigeno e paglia.

La montagna si sottovaluta

e l’ho scoperta intensa

da vivere, abitare

e l’ho fotografata,

rendendomi conto che solo

vivendola come stato d’animo

l’avrei descritta fino in fondo…

E sai come mi sentivo?

Mi sentivo con te, in te e di te.

Intensa come la tua napapjri blu,

diversa e intensa come te,

ed il profumo sulla maglia,

col naso posato sulla schiena

ed il respiro che salta

sospeso sulla funivia che sbanda.

Il luccichio del ghiaccio

sotto i lampioni e la luna,

ed il peso sullo stomaco

per cui ti ho fatto preoccupare…

È così che dovrebbe cominciare ogni amore:

lui che si spaventa

e lei che sdrammatizza.

Certe volte non è tanto il dove:

la comitiva ha la meglio sull’esperienza.

Dove e chi eravamo noi, però…

…ed era tutto semplicemente intenso.

~Parole come matite

Calcio

Avete mai…. non guardato o seguito in tv, ma osservato, studiato
una partita a calcio?
Una di quelle un po’ competitive, come tutto nella vita,
non un gioco, non una chiacchierata.
Osserva un giocatore alla volta e avrai un’idea caratteriale di ciascuno di loro.
C’è chi è più impulsivo e quindi meno preciso,
chi è calmo e si mette in gioco con astuzia e pazienza,
chi invece con questa calma quasi non gioca.. aspetta, spalle ricurve,
ma la palla la prendono gli altri.
C’è chi passa con giustizia, per simpatia
o chi con debole tiro, diretto a chi appare forte nel suo egocentrismo.
Vuoi essere chi esulta o chi è ammirato?
Il lento o lo sbruffone?
Alcuni si posizionano dove è meglio, con calcoli assurdi e percezione di strategia e riflesso,
ma tanti inseguono soltanto e di riflesso hanno solo la propria immagine allo specchio.
Dov’è la palla???? Chi è? …Cosa può dare? Goal.
In porta non vuole mai stare nessuno, le ragazze finiscono sempre lì però quando stupidamente chiedono di unirsi: lì, dove nessuno vuole, a loro fa più piacere, fuori dal ciclone di tutta quella esaltazione.
Ogni sport fa uscire parti di carattere,
traspariamo in ogni nostra mossa e atteggiamento,
caratteri di cristallo e vetro.

~Parole come matite

Dicembre la mia pista

Lentezza dello scivolio
di lame che spezzano,
spolverano, graffiano
la durezza del ghiaccio
bianco, freddo, rapido.

Musica di passato,
gocce di pensiero
sul ghiaccio innevato,
rispolvero lacrime,
sgorgo cadendo salice.

Sfide sadiche in pista
tra gambe che tremano
e braccia squilibrate.
Il mio sguardo si intorpidisce
tra la gente: “tranquillo”,

è solo troppa gente.
Ma sai che non funziona la paura di cadere,
mi appartiene più quella di far cadere,
che non tutti si rialzano
sdrammaticando, sorridendo.

Eppure il mio sguardo si stupisce!
Per ogni vittoria dopo il fallimento,
per la leggerezza con cui pendo
dalle mie stesse labbra
e sul foro del silenzio…

lì dove l’ascolto entra e diventa pensiero.
Pattino sul bianco, oggi però cado
dal margine di questo universo parallelo.
Cado a dicembre e sciolgo a marzo
questo mio freddo lato. Canto.

Canto.
Dicembre ribelle,
Dicembre è la mia sfida.
Dicembre mi appartiene:
Dicembre la mia, nostra pista.

~Parole come matite